I riferimenti essenziali da tenere a portata di mano
- 1790 per la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva.
- 1791 per la seconda rata dell’acconto oppure per l’acconto versato in un’unica soluzione.
- 1792 per il saldo dell’imposta sostitutiva.
- 1668 per gli interessi collegati al pagamento rateale delle imposte erariali.
- 1944 e 8912 per interessi e sanzioni in caso di ravvedimento operoso.
Quali sono i codici tributo del regime forfettario
Il regime forfettario prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva, che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP nei casi previsti. Nel modello F24 i riferimenti principali sono tre e cambiano in base al momento del pagamento, non al tipo di attività svolta.| Codice | Quando si usa | Cosa indica |
|---|---|---|
| 1790 | Prima rata dell’acconto | Acconto dell’imposta sostitutiva sul regime forfettario |
| 1791 | Seconda rata o acconto unico | Parte restante dell’acconto oppure acconto versato in un’unica soluzione |
| 1792 | Saldo | Imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente |
La distinzione più importante è tra saldo e acconto. Il saldo riguarda l’imposta effettivamente maturata nell’anno già concluso, mentre l’acconto anticipa l’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso.
Io consiglio di non scegliere il codice partendo soltanto dalla cifra indicata nell’F24. Prima verifico sempre a quale anno e a quale voce della dichiarazione si riferisce l’importo, perché un 1792 e un 1791 possono comparire nello stesso modello ma rappresentano obblighi diversi.
Come capire quale codice usare nel proprio caso
Quando serve il 1792
Il codice 1792 si usa per il saldo dell’imposta sostitutiva. Per esempio, nel 2026 può riguardare l’imposta relativa al reddito prodotto nel 2025, calcolata attraverso il modello Redditi Persone Fisiche.
Il reddito imponibile non coincide automaticamente con il totale delle fatture. Nel sistema forfettario si applica al fatturato il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO e si possono sottrarre, secondo le regole applicabili, i contributi previdenziali versati.
Quando servono 1790 e 1791
Il codice 1790 identifica la prima rata dell’acconto. Il 1791 serve invece per la seconda rata oppure quando l’acconto viene pagato in un’unica soluzione, normalmente entro la scadenza prevista per la seconda rata.
L’acconto non si calcola semplicemente moltiplicando il fatturato dell’anno in corso per una percentuale. Di norma parte dall’imposta dell’anno precedente, ma il risultato può cambiare se il reddito è diminuito, se l’attività è iniziata da poco o se si applica un diverso metodo di calcolo. In caso di dubbi, io confronto sempre l’importo con il quadro LM e con il prospetto dei versamenti della dichiarazione.
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Un esempio numerico semplice
Immaginiamo compensi per 40.000 euro e un coefficiente di redditività del 78%. Il reddito forfetario teorico sarebbe di 31.200 euro. Senza considerare contributi deducibili e altre variabili, l’imposta al 15% sarebbe pari a 4.680 euro.
In questo esempio, il 1792 potrebbe essere utilizzato per il saldo di 4.680 euro, mentre l’eventuale acconto dell’anno successivo verrebbe suddiviso tra 1790 e 1791 secondo il piano risultante dalla dichiarazione. L’esempio serve a capire la logica, ma l’importo reale dipende dalla situazione fiscale completa.
Come compilare il modello F24 senza confondere le voci

I codici dell’imposta sostitutiva vanno inseriti nella Sezione Erario del modello F24. Occorre indicare il codice corretto, l’anno di riferimento a quattro cifre e l’importo a debito, verificando che il periodo indicato corrisponda a saldo o acconto.
- Per il saldo relativo al 2025 si indica l’anno di riferimento 2025.
- Per l’acconto relativo al 2026 si indica normalmente l’anno 2026.
- In caso di pagamento rateale, si compila anche il campo relativo alla rateazione secondo le istruzioni della dichiarazione.
- Se nello stesso F24 sono presenti contributi INPS, questi vanno inseriti nella sezione dedicata, con le relative causali, e non confusi con i codici 1790, 1791 e 1792.
L’Agenzia delle Entrate prevede il pagamento telematico tramite i propri servizi, home banking o intermediario abilitato. Se l’F24 ha saldo pari a zero perché utilizza crediti in compensazione, il canale utilizzabile può essere più limitato: è un dettaglio pratico che spesso viene scoperto solo al momento dell’invio.
Un errore frequente consiste nell’indicare il codice 1792 per ogni versamento. È sbagliato: il codice identifica la natura del pagamento, non semplicemente il fatto che si stia pagando un’imposta del regime forfettario.
Scadenze e pagamento a rate nel 2026
La scadenza ordinaria per il saldo dell’anno precedente e la prima rata dell’acconto è fissata, salvo modifiche o proroghe, al 30 giugno 2026. Chi sceglie la rateazione deve rispettare il calendario previsto per le rate successive e aggiungere gli interessi dovuti.
Per la seconda rata dell’acconto si utilizza normalmente il 1791, con scadenza ordinaria a fine novembre. Il calendario può cambiare quando il termine cade in un giorno non lavorativo o quando vengono introdotte proroghe specifiche, quindi prima dell’invio conviene controllare lo scadenzario aggiornato.
| Operazione | Codice principale | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Saldo dell’anno precedente | 1792 | Si paga insieme alla dichiarazione dei redditi |
| Prima rata dell’acconto | 1790 | Può essere versata insieme al saldo |
| Seconda rata o acconto unico | 1791 | È normalmente collegata alla scadenza autunnale |
| Interessi per rateazione | 1668 | Si indica in una riga separata del modello F24 |
Per il pagamento rateale, l’importo dell’imposta resta associato al relativo codice 1790 o 1792, mentre gli interessi vengono esposti separatamente con il codice 1668. Non conviene sommare gli interessi all’imposta e usare un unico rigo, perché si perde la corretta distinzione contabile del versamento.
Cosa fare se il pagamento è in ritardo
Un pagamento tardivo può essere regolarizzato con il ravvedimento operoso, se ne ricorrono le condizioni. In linea generale si versano l’imposta non pagata, la sanzione ridotta e gli interessi calcolati per i giorni di ritardo.
| Voce | Codice | Funzione |
|---|---|---|
| Imposta | 1790, 1791 o 1792 | Dipende dal pagamento originariamente omesso |
| Interessi da ravvedimento | 1944 | Interessi relativi all’imposta sostitutiva del regime forfettario |
| Sanzione da ravvedimento | 8912 | Sanzioni relative alle imposte sostitutive e ad altri tributi indicati nella descrizione del codice |
La sanzione ridotta dipende dal tempo trascorso e dal momento in cui viene regolarizzato l’errore. Per questo non userei mai un calcolo copiato da un vecchio F24: tassi e percentuali possono cambiare, mentre la sanzione va determinata in base alla data effettiva del pagamento.
Se il versamento è stato eseguito con un codice errato, la situazione è diversa dal semplice ritardo. In quel caso può essere necessario chiedere la correzione del modello F24 o presentare un’istanza, soprattutto quando il pagamento è finito su un tributo differente. Conservare ricevuta, data e quietanza rende la gestione molto più rapida.
La verifica finale prima di inviare l’F24
Prima dell’invio controllo sempre quattro elementi: codice tributo, anno di riferimento, importo e scadenza. Aggiungo poi una verifica separata per i contributi INPS, perché imposta sostitutiva e previdenza seguono regole e sezioni differenti.La regola pratica è semplice: 1792 per il saldo, 1790 per la prima rata dell’acconto e 1791 per la seconda rata o l’acconto unico. Se ci sono rate, ritardi o compensazioni, il modello merita un controllo ulteriore, perché proprio in questi passaggi nascono la maggior parte degli errori che poi richiedono correzioni.