Codici tributo forfettari - guida a 1790, 1791 e 1792

Modello F24 per il pagamento di tributi, con campi per codici tributo forfettari, dati anagrafici e imposte.

Scritto da

Arcibaldo Mazza

Pubblicato il

7 ago 2026

Indice

Un F24 compilato con il codice sbagliato può trasformare un adempimento semplice in una richiesta di correzione o in un pagamento non riconciliato. Per questo conviene distinguere subito i codici tributo forfettari destinati all’imposta sostitutiva, capire quando usare saldo e acconto e sapere come gestire rate, interessi e ravvedimento. In questa guida raccolgo i riferimenti pratici utili a chi lavora con partita IVA nel regime forfettario.

I riferimenti essenziali da tenere a portata di mano

  • 1790 per la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva.
  • 1791 per la seconda rata dell’acconto oppure per l’acconto versato in un’unica soluzione.
  • 1792 per il saldo dell’imposta sostitutiva.
  • 1668 per gli interessi collegati al pagamento rateale delle imposte erariali.
  • 1944 e 8912 per interessi e sanzioni in caso di ravvedimento operoso.

Quali sono i codici tributo del regime forfettario

Il regime forfettario prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva, che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP nei casi previsti. Nel modello F24 i riferimenti principali sono tre e cambiano in base al momento del pagamento, non al tipo di attività svolta.
Codice Quando si usa Cosa indica
1790 Prima rata dell’acconto Acconto dell’imposta sostitutiva sul regime forfettario
1791 Seconda rata o acconto unico Parte restante dell’acconto oppure acconto versato in un’unica soluzione
1792 Saldo Imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente

La distinzione più importante è tra saldo e acconto. Il saldo riguarda l’imposta effettivamente maturata nell’anno già concluso, mentre l’acconto anticipa l’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso.

Io consiglio di non scegliere il codice partendo soltanto dalla cifra indicata nell’F24. Prima verifico sempre a quale anno e a quale voce della dichiarazione si riferisce l’importo, perché un 1792 e un 1791 possono comparire nello stesso modello ma rappresentano obblighi diversi.

Come capire quale codice usare nel proprio caso

Quando serve il 1792

Il codice 1792 si usa per il saldo dell’imposta sostitutiva. Per esempio, nel 2026 può riguardare l’imposta relativa al reddito prodotto nel 2025, calcolata attraverso il modello Redditi Persone Fisiche.

Il reddito imponibile non coincide automaticamente con il totale delle fatture. Nel sistema forfettario si applica al fatturato il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO e si possono sottrarre, secondo le regole applicabili, i contributi previdenziali versati.

Quando servono 1790 e 1791

Il codice 1790 identifica la prima rata dell’acconto. Il 1791 serve invece per la seconda rata oppure quando l’acconto viene pagato in un’unica soluzione, normalmente entro la scadenza prevista per la seconda rata.

L’acconto non si calcola semplicemente moltiplicando il fatturato dell’anno in corso per una percentuale. Di norma parte dall’imposta dell’anno precedente, ma il risultato può cambiare se il reddito è diminuito, se l’attività è iniziata da poco o se si applica un diverso metodo di calcolo. In caso di dubbi, io confronto sempre l’importo con il quadro LM e con il prospetto dei versamenti della dichiarazione.

Leggi anche: Come sapere a chi appartiene una partita IVA

Un esempio numerico semplice

Immaginiamo compensi per 40.000 euro e un coefficiente di redditività del 78%. Il reddito forfetario teorico sarebbe di 31.200 euro. Senza considerare contributi deducibili e altre variabili, l’imposta al 15% sarebbe pari a 4.680 euro.

In questo esempio, il 1792 potrebbe essere utilizzato per il saldo di 4.680 euro, mentre l’eventuale acconto dell’anno successivo verrebbe suddiviso tra 1790 e 1791 secondo il piano risultante dalla dichiarazione. L’esempio serve a capire la logica, ma l’importo reale dipende dalla situazione fiscale completa.

Come compilare il modello F24 senza confondere le voci

Italian tax form "Modello F24" with fields for taxpayer information, tax codes, and payment details.

I codici dell’imposta sostitutiva vanno inseriti nella Sezione Erario del modello F24. Occorre indicare il codice corretto, l’anno di riferimento a quattro cifre e l’importo a debito, verificando che il periodo indicato corrisponda a saldo o acconto.

  • Per il saldo relativo al 2025 si indica l’anno di riferimento 2025.
  • Per l’acconto relativo al 2026 si indica normalmente l’anno 2026.
  • In caso di pagamento rateale, si compila anche il campo relativo alla rateazione secondo le istruzioni della dichiarazione.
  • Se nello stesso F24 sono presenti contributi INPS, questi vanno inseriti nella sezione dedicata, con le relative causali, e non confusi con i codici 1790, 1791 e 1792.

L’Agenzia delle Entrate prevede il pagamento telematico tramite i propri servizi, home banking o intermediario abilitato. Se l’F24 ha saldo pari a zero perché utilizza crediti in compensazione, il canale utilizzabile può essere più limitato: è un dettaglio pratico che spesso viene scoperto solo al momento dell’invio.

Un errore frequente consiste nell’indicare il codice 1792 per ogni versamento. È sbagliato: il codice identifica la natura del pagamento, non semplicemente il fatto che si stia pagando un’imposta del regime forfettario.

Scadenze e pagamento a rate nel 2026

La scadenza ordinaria per il saldo dell’anno precedente e la prima rata dell’acconto è fissata, salvo modifiche o proroghe, al 30 giugno 2026. Chi sceglie la rateazione deve rispettare il calendario previsto per le rate successive e aggiungere gli interessi dovuti.

Per la seconda rata dell’acconto si utilizza normalmente il 1791, con scadenza ordinaria a fine novembre. Il calendario può cambiare quando il termine cade in un giorno non lavorativo o quando vengono introdotte proroghe specifiche, quindi prima dell’invio conviene controllare lo scadenzario aggiornato.

Operazione Codice principale Indicazione pratica
Saldo dell’anno precedente 1792 Si paga insieme alla dichiarazione dei redditi
Prima rata dell’acconto 1790 Può essere versata insieme al saldo
Seconda rata o acconto unico 1791 È normalmente collegata alla scadenza autunnale
Interessi per rateazione 1668 Si indica in una riga separata del modello F24

Per il pagamento rateale, l’importo dell’imposta resta associato al relativo codice 1790 o 1792, mentre gli interessi vengono esposti separatamente con il codice 1668. Non conviene sommare gli interessi all’imposta e usare un unico rigo, perché si perde la corretta distinzione contabile del versamento.

Cosa fare se il pagamento è in ritardo

Un pagamento tardivo può essere regolarizzato con il ravvedimento operoso, se ne ricorrono le condizioni. In linea generale si versano l’imposta non pagata, la sanzione ridotta e gli interessi calcolati per i giorni di ritardo.

Voce Codice Funzione
Imposta 1790, 1791 o 1792 Dipende dal pagamento originariamente omesso
Interessi da ravvedimento 1944 Interessi relativi all’imposta sostitutiva del regime forfettario
Sanzione da ravvedimento 8912 Sanzioni relative alle imposte sostitutive e ad altri tributi indicati nella descrizione del codice

La sanzione ridotta dipende dal tempo trascorso e dal momento in cui viene regolarizzato l’errore. Per questo non userei mai un calcolo copiato da un vecchio F24: tassi e percentuali possono cambiare, mentre la sanzione va determinata in base alla data effettiva del pagamento.

Se il versamento è stato eseguito con un codice errato, la situazione è diversa dal semplice ritardo. In quel caso può essere necessario chiedere la correzione del modello F24 o presentare un’istanza, soprattutto quando il pagamento è finito su un tributo differente. Conservare ricevuta, data e quietanza rende la gestione molto più rapida.

La verifica finale prima di inviare l’F24

Prima dell’invio controllo sempre quattro elementi: codice tributo, anno di riferimento, importo e scadenza. Aggiungo poi una verifica separata per i contributi INPS, perché imposta sostitutiva e previdenza seguono regole e sezioni differenti.

La regola pratica è semplice: 1792 per il saldo, 1790 per la prima rata dell’acconto e 1791 per la seconda rata o l’acconto unico. Se ci sono rate, ritardi o compensazioni, il modello merita un controllo ulteriore, perché proprio in questi passaggi nascono la maggior parte degli errori che poi richiedono correzioni.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il codice 1792 serve per il saldo dell'imposta sostitutiva. Il 1790 identifica la prima rata dell'acconto, mentre il 1791 si usa per la seconda rata oppure per l'acconto versato in un'unica soluzione.

Per il saldo relativo al 2025 si indica l'anno 2025. Per l'acconto relativo al 2026 si indica normalmente l'anno 2026. I codici vanno inseriti nella Sezione Erario, mentre gli eventuali contributi INPS devono essere indicati nella sezione dedicata.

L'imposta resta associata al codice 1790 o 1792, in base alla voce interessata. Gli interessi per la rateazione si riportano in una riga separata con il codice 1668, senza sommarli all'importo dell'imposta.

Con il ravvedimento operoso si versa l'imposta non pagata usando il codice originario, cioè 1790, 1791 o 1792. Gli interessi da ravvedimento si indicano con il codice 1944 e la sanzione con il codice 8912; il calcolo dipende dai giorni di ritardo.

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regime forfettario imposta sostitutiva ravvedimento operoso modello f24 rateazione

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Arcibaldo Mazza

Mi chiamo Arcibaldo Mazza e da 10 anni mi dedico a esplorare e condividere le dinamiche legate alla carriera, allo sviluppo professionale e al benessere del lavoratore autonomo. La mia passione per questo settore nasce dall'osservazione diretta delle sfide e delle opportunità che caratterizzano il mondo del lavoro indipendente, un ambito in continua evoluzione che richiede un approccio informato e proattivo. Qui su jobinprogress.it, mi impegno a rendere accessibili concetti complessi, analizzando tendenze, confrontando informazioni e organizzando le conoscenze in modo chiaro e utile per chiunque desideri costruire un percorso lavorativo solido e appagante. Il mio obiettivo è fornire contenuti accurati, aggiornati e facilmente comprensibili, per supportare concretamente la crescita e il benessere di ogni professionista autonomo.

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